Esperienze di ristrutturazione

Architetto o geometra

E' oggetto di dilemma capire se per una ristrutturazione sia necessario appoggiarsi a un architetto o a un geometra. Spesso si confondono i ruoli di ognuno non conoscendo a pieno ciò che realmente è necessario fare, e quali sono i ruoli ricoperti da ciascuna figura professionale. Esiste a mio parere una differenza di base, in quanto entrambi hanno le loro competenze:

più tecniche burocratiche il geometra, comprendenti rilievi, tracciamenti, presentazioni di pratiche in comune come ad esempio la CILA, mentre l'Architetto ha più una competenza legata agli aspetti progettuali e creativi, scelte legate all'estetica delle finiture, all'utilizzo delle diverse tipologie di materiali. Purtroppo, la grande offerta professionale presente oggi sul mercato, e la sempre più marcata crisi del settore edile come dimostrano i dati sulla situazione degli edifici abitativi (LINK) ha creato anche una profonda confusione in quanto per mancanza di lavoro, le attività sono andate a mescolarsi tra le due professioni. Così ci sono Architetti che offrono anche servizi per pratiche di avvio lavori di ristrutturazione, o più propriamente manutenzione straordinaria, geometri che disegnano piantine di nuove disposizioni interne. Così, conseguentemente alla crisi finanziaria , la scelta del professionista è sempre quella più conveniente e a volte i risultati sono spesso mediocri. Non si tratta di svilire una delle due figure rispetto all'altra ma di dividere bene le attività a cui uno è proposto.

Alla base di qualunque cosa, si pone la reale esigenza di chi vuole affrontare un lavoro. Se le idee sono già chiare, se l'intervento da svolgere è minimo come può essere l'abbattimento di un muro, o il suo spostamento, probabilmente appoggiarsi a un geometra può essere la cosa migliore. Quando subentrano interventi più invasivi e massicci, come la trasformazione dell'interno di tutto un appartamento allora il consiglio che potrei dare è quello di appoggiarsi a buon architetto. Parlo di un buon Architetto proprio perché come negli ultimi anni, spesso, sempre in conseguenza del mercato in crisi, gli Architetti hanno passato più il tempo a presentare pratiche di accatastamento o CILA per interventi, che non a progettare, e si sa, solo lavorando e facendo esperienza si migliora. E' sempre opportuno (come in ogni buona cosa) informarsi sul portafogli lavori, sentire pareri di chi ne ha avuto esperienza, visionare lavori già affrontati dal professionista a cui si vuole dare in mano la ristrutturazione della propria casa. Lavori mediocri non sono tuttavia sinonimo di incapacità progettuali: la generale mancanza di liquidità, obbliga molte volte a optare per scelte più economiche, a limitare idee e creatività.  

Sempre più spesso ho assistito a interventi su appartamenti con risultati decisamente mediocri, dove i proprietari, per risparmiare hanno deciso di non appoggiarsi a un Architetto e non necessariamente a un Geometra). A volte si fa di testa propria. Dietro al background formativo di un Architetto ci sono studi su opere dei più grandi progettisti della storia, lo studio dell'evoluzione della bellezza delle tecniche di costruzione dai capitelli dell'antica Roma alle grandi opere di fine secolo scorso. E' una forma mentis legata alla sensibilità della bellezza estetica di un intervento.

E' opportuno fare attenzione e concentrarsi su tre punti essenziali:

1) capire veramente di cosa si ha bisogno, del tipo di intervento

2) avere ben presente la competenza ricoperta tra i due ruoli

3) verificare quando possibile le esperienze e il portafoglio lavori di chi si orientati a scegliere

Di fondo esiste la necessità di ripristinare i ruoli tra Geometra e Architetto. Esitono ancora Architetti che correttamente si affidano al Geometra per pure questioni burocratiche per i rilievi e accatastamenti, mentre senza invasione di campo. Per ottenere migliori risultati è opportuno seguire il vecchio detto: a ognuno il suo!

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