Esperienze di ristrutturazione

Le finestre nelle ristrutturazioni

L'acquisto di una nuova casa, con la prospettiva di restaurarla per poterla rendere migliore e più adatta alle proprie esigenze, ha sicuramente nella maggior parte dei casi la necessità di sostituire le finestre esistenti. Il più delle volte infatti si trovano ancora le vecchie finestre in legno dove ormai l'utilizzo delle parti meccaniche, vale a dire le cerniere e le maniglie per la chiusura sono ormai poco funzionanti. Le strutture in legno sono spesso deteriorate come ad esempio il telaio fisso (quello a cui vengono successivamente fissate le ante mobili) è marcio a causa di acqua e mancata manutenzione. Le ante mobile inoltre possono spesso non essere più perfettamente in squadro e in piano e capita quindi, o di non riuscire a chiuderle perché la punta opposta a lato cerniere si è abbassata a causa della perdita dell'ortogonalità oppure non riescono più a chiudersi in alto (specialmente per le finestre molto alte - ricordiamo che negli antichi palazzi, esistono aperture fino a 3 metri) in quanto non più in piano (quando la parte inferiore dell'anta va a battere sul telaio, la parte superiore rimane staccata di uno spazio che può variare da 0,5 cm a 3 cm).

Così si imbatte nella scelta del tipo di serramento che si deve comprare e più nello specifico il tipo di materiale. Partiamo infatti dal distinguo del tipo di materiali che offre il mercato delle finestre:

- finestre in alluminio a taglio termico

- finestre in PVC

- finestre in alluminio legno

- finestre in legno alluminio

- finestre in legno

- finestre in acciaio comune a taglio termico

- finestre in acciaio INOX

La scelta è quindi molto ampia, in quanto per ogni materiale ci sono una vastità di proposte diverse di marca, produttori, che sostanzialmente cambiano nella forma, nella fattura e, seppur in modo limitato, nelle prestazioni (acqua aria e vento).

Andando per ordine, la prima scelta fondamentale da fare è quindi quella del tipo di materiale. Ognuno ha i suoi pregi e difetti.

Arriviamo da un epoca tra la metà degli anni 70 e i primi del 2000, in cui il mercato italiano (diversa è la situazione all'estero), è stato ampiamente dominato da finestre costruite con profili in alluminio. Per i primi 20 anni si trattava di profili tubolari estrusi con determinate forme e disegni. La grande rivoluzione da un punto di vista prestazionale di tenuta termica, è stato il profilo a taglio termico, in cui i profili che prima erano costituiti da un unico corpo tubolare sono stati ora venivano formati da due parti, sempre tubolari ma unite tra di loro con due elementi in poliammide in modo da poter creare il cosiddetto ponte termico e ridurre il passaggio di calore tra interno ed esterno (quindi isolare maggiormente). Il profilo a taglio termico ha permesso di ottenere una trasmittanza termica sufficiente a isolare e a evitare quell'effetto di creazione di condensa.

Nel 2000 i serramenti in alluminio a taglio termico hanno visto crescere sempre di più alternative, principalmente le finestre costruite con profili in PVC,  ma anche in alluminio legno.

Come anticipato esistono diverse caratteristiche peculiari di ognuno dei materiali che cerco di sintetizzare qui di seguito:

- alluminio taglio termico: ottima stabilità strutturale e discreta tenuta termica (si raggiunge una trasmittanza di circa 1,8 W/mq°K). Ottima resistenza alle intemperie ed esposizioni esterne.

- PVC: discreta stabilità per dimensioni non eccessive e ottima tenuta termica (si raggiungono valori di 1,2 - 1,3 W/mq°K). Discreta resistenza alle intemperie ed esposizioni esterne

- legno: buona stabilità strutturale per dimensioni non eccessive e ottima tenuta termica (si raggiungono valori di circa 1,3-1,4 W/mq°K)

- alluminio legno:  ottima stabilità strutturale in quanto la struttura principale è in alluminio, buona tenuta termica (valori tra 1,3 e 1,7 W/mq°K). Ottima resistenza alle intemperie ed esposizioni

- legno alluminio: buona stabilità (la struttura principale è il legno), ottima tenuta termica (si raggiungono valori di 1,2 - 1,4 W/mq°K). Ottima resistenza alle intemperie ed esposizioni

- legno: buona stabilità, ottima tenuta termica (si raggiungono valori tra 1,1 W/mq°K e 1,4 W/mq°K)

- acciaio comune a tagli termico e INOX: ottima stabilità, discreta tenuta, buona resistenza alle intemperie per l'acciaio comune ottima per l'INOX

Per la scelta quindi si deve far riferimento a diversi fattori tra cui:

- zona (nord fredda, sud calda)

- contesto architettonico in cui vengono inseriti

- preferenze estetiche

- prezzo

Per esempio se le finestre devono essere inserite in una zona montana, con temperature invernali sotto lo zero, bisognerà fare più attenzione alle prestazione di isolamento termico (espresse sempre in W/mq°K), mentre in una zona calda ma umida e piovosa, l'attenzione sarà rivolta maggiormente alla resistenza agli agenti atmosferici (pioggia e umidità). Nel primo caso si possono valutare finestre sia in legno che PVC mentre si potrebbero scartare materiali quali l'alluminio o l'alluminio legno, in quanto difficilmente a livello di prestazionale di tenuta termica (se non con profili di notevole spessore). Nel secondo caso invece potrebbero tranquillamente andare bene finestre in alluminio taglio termico (con discrete/buone prestazioni di tenuta termica) che garantiscono un'ottima resistenza alle intemperie a lungo termine.

Il prezzo è sempre molto variabile ma tendenzialmente i serramenti in PVC hanno un miglior rapporto prezzo/qualità, i serramenti in alluminio hanno buoni prezzi qualora gli spessori non eccedano i 60 mm, in una fascia di prezzo superiore per quanto riguarda il legno, e nei materiali misti, così come per i serramenti in acciaio INOX.

Un ulteriore aspetto di notevole importanza è la meccanica di movimentazione/chiusura, dei serramenti detta ferramenta. A parte il settore alluminio dove la maggior parte dei produttori utilizza ancora una ferramenta a camera europea con cremonesi (volgarmente maniglie) azionano delle aste di chiusure che corrono in apposite cave (la cui dimensione definisce il nome camera europea), e vanno a chiudere in appositi riscontri posti sul traverso inferiore del telaio fisso, al centro tra le 2 ante mobili o sul montante del telaio fisso laterale, e ancora sul traverso superiore del telaio fisso. Tutte le altre tipologie di serramenti (PVC, legno, misti, acciaio), utilizzano invece un sistema di chiusura/apertura definito ferramenta a nastro: si tratta di un sistema di aste in acciaio collegate una all'altra e fissate lungo una cava da 16 mm (pista 16) che corre su tutto il perimetro dell'anta. Una delle asta possiede anche il meccanismo per movimentarle mediante l'inserimento della maniglia detta martellina (per intenderci, la maniglia). Il reale vantaggio di questo sistema di chiusura, è una maggiore garanzia di tenuta, sia per quanto riguarda l'aria e l'acqua, che per la sicurezza e la resistenza ai tentativi di effrazione. La ferramenta a nastro ha incluso di serie il meccanismo ad anta ribalta (possibilità di apertura dell'anta principale - quella con la maniglia - sia a battente in modo normale che a wasistas per una apertura variabile tra i 10 e i 20 cm azionabile girando la maniglia a 90° in direzione verticale). Inoltre alcuni sistemi hanno anche il sistema di microareazione che permette di aprire l'anta a wasistas di pochi millimetri permettendo di fare entrare un filo d'aria (microareazione). E' un sistema più sicuro in quanto permette di inserire più punti di chiusura sia tra le due ante, sia lateralmente lungo il montante dove sono fissate le cerniere. Tutto questo sia per l'anta principale, sia per l'anta secondaria che può avere in dotazione l'asta a leva per lo sblocco. Questo è un aspetto importante che spesso può variare il prezzo della finestra, in quanto alcune hanno nell'anta secondaria accessori più semplici tipo catenacci scorrevoli e questo diminuisce il grado di sicurezza che deve essere garantito anche con punti di chiusura sui montanti laterali (spesso le sole cerniere non sono sufficienti)

Altro aspetto di notevole importanza è il tipo di vetro: ormai tutte le finestre sono dotate dei moderni vetri camera in cui una delle 2 lastre è basso emissiva. E' opportuno valutare anche il tipo di vetro e quali sono le sue prestazioni di trasmittanza in quanto sono quelle che più determinano la prestazione generale del serramento(essendo valutata sulla superficie totale).  Generalmente il vetro dovrebbe avere trasmittanza non superiore a 1,0 W/mq°K possibilmente meno. Inoltre le normative danno indicazione anche sui requisiti di sicurezza anti infortunio, in quanto al sotto di 1 m dal livello del calpestio tutti i vetri devono essere di sicurezza, sia interno che esterno (tranne alcuni casi in cui ne è prevista solo quella interna), mentre per le finestre posizionate sopra i davanzali e quindi oltre il metro dal calpestio, solo la lastra interna deve essere di sicurezza. Per lastra di sicurezza si intendono o stratificati (tipo vetri parabrezza macchina) o temperati (in caso di rottura si sbriciolano): i primi più sicuri anche da un punti di vista di effrazione, i secondo più robusti agli urti.

In conclusione, anche l'aspetto estetico ha il suo peso, in funzione dell'ambiente in cui verrà inserito, ma in questo caso de gustibus.

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